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Mort de Camilleri

jeudi 18 juillet 2019, par René Merle

Un texte de 2010, qui a peut-être fait rougir de honte les dirigeants du PD, transfuges du communisme

Camilleri (que tant de Français continuent à prononcer « camilièri » et non « camilèri » comme on dit en bon italien) est mort et les hommages affluent de tous bords, y compris de l’immanquable Salvini et ses partisans qui l’avaient violemment agressé il y a peu. Je ne vais pas me donner le ridicule de redire ici ce que vous pouvez lire sur toutes les gazettes à propos de l’œuvre polymorphe de ce grand intellectuel créateur, ce à quoi je m’associe bien sûr.
Je veux seulement donner ici, pour ceux des lecteurs de ce site qui lisent l’italien, et pour ceux qui auraient envie d’essayer, cet extrait de son Abecedario di Andrea Camilleri, Derive Approdi, 2010 :

« Leonardo Sciascia sosteneva che il cattolicesimo e il comunismo fossero due parrocchie uguali, era un po’ cattivo coi comunisti. Intanto, il comunismo diceva e agiva cercando di far stare meglio gli uomini sulla terra e non nell’aldilà. Quindi le due parrocchie non erano mica tanto parrocchie.
Io sono stato, e continuo a essere, un comunista. Certo il prezzo pagato è stato un prezzo alto, in vite umane, in molte cose.
Certo che molte cose del comunismo, nella sua attuazione pratica, sono state sbagliate e si sono trasformate in errori tragici proprio nel conteggio di vite umane. Ma continuo a ritenere che l’aspirazione all’uguaglianza, al diritto uguale per tutti sia il dettame più cristiano che io abbia mai sentito, cristiano non cattolico.
Purtroppo è un’applicazione terrena e quindi destinata a errori enormi, a sparire non saprei.
Perché molti di quei princìpi sociali che erano alla base del comunismo sono entrati quasi senza avvertimento in certe visioni dello Stato sociale, della cura delle persone… Tante cose che nel primo Novecento non erano neppure ipotizzabili si sono insinuate, perché necessarie nel cammino sociale degli uomini.
Non era un’utopia. È stata consumata e voltata in utopia proprio perché si è mal realizzata.
Quando noi ci troviamo di fronte alla rivoluzione comunista in Cina, e dalla fame assoluta riesce a dare una scodella di riso a tutti, che cos’è questo se non un passo avanti nel vivere insieme di tutti gli uomini ?
Il comunismo è una perdita di libertà, perché si manifesta come dittatura. È possibile ipotizzare un comunismo senza dittatura ? Pare che non sia possibile. Io credo che lo sia.
Quando, in un futuro non troppo lontano, avverranno spaventose crisi economiche, perché ora siamo solo agli inizi di piccole crisi che colpiscono la finanza. In un futuro non così lontano, comincerà a mancare l’acqua. Stiamo vivendo in questi giorni un sommovimento mostruoso delle stagioni, blocchi immani si staccano, diventano iceberg perché la calotta polare non tiene più.
Ci troveremo, credo, in un futuro non tanto lontano a combattere per un bicchiere d’acqua e allora forse ritroveremo una solidarietà che il benessere e il capitalismo ci hanno fatto dimenticare. Abbiamo rimosso non solo i princìpi del comunismo, ma anche quelli del cristianesimo e persino del vivere sociale.
Andrea Camilleri »

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